Terza Guerra Mondiale Psicologica

Fonte: Calogero Grifasi Investigations [1]

D: Buonasera a tutti, siamo qui per una intervista con Calogero Grifasi e con Claudia Pani, sono due graditi ospiti e vorremmo parlare di un tema che ci riguarda un po’ tutti da molto tempo, quello della Terza Guerra Mondiale Psicologica, quella che non stanno combattendo sul fronte televisivo che ci mostrano ogni giorno, ma che stanno combattendo dentro le nostre menti.

Cominciamo facendo una domanda che abbiamo fatto a tutti i nostri ospiti, e che penso sia molto interessante per cominciare. Quando e in quale momento vi siete accorti, per la prima volta, di vivere dentro una gigantesca operazione di controllo psicologico, di conquista delle nostre menti?

Calogero: Saluto tutti quelli che ci stanno ascoltando. Vorrei introdurre il nostro punto di vista, noi analizziamo tutto quello che succede nel mondo da un punto di vista esoterico. Più che altro sono i principi di funzionamento che non si vedono, quelli invisibili, quello che succede dietro le quinte, che muovono poi le cose nella dimensione fisica, e noi analizziamo tutto da quel punto di vista.

Questa sera cercheremo di fare una conversazione con un linguaggio molto semplice, in modo da poterci far capire un po’ da tutti, dalla grande massa, da chi non è abituato a questi temi propriamente esoterici, che sono un po’ un argomento di nicchia. Poi, piano piano, quando il pubblico ci conoscerà e sarà più propenso a capire il linguaggio che usiamo, allora potremo addentrarci più profondamente in questi temi, parlando in una maniera diversa dal normale, più orientata al punto di vista esoterico.

Parlavi di Terza Guerra Mondiale, in realtà di guerre mondiali ce ne sono state tante, parlo sempre dal punto di vista esoterico, e adesso stiamo vivendo un’ennesima guerra mondiale. Ci sono state tantissime guerre mondiali, quando ne termina una sempre ne comincia un’altra, all’interno di questo ciclo ci sono tante altre guerre mondiali e locali, che cominciano e muoiono. Sono dei cicli, tutto è ciclico.

La sensazione di stare dentro qualcosa che non riuscivo a capire, dentro un’altra parte invisibile che non riuscivo a capire, ce l’ho sempre avuta. Per gran parte della mia vita ho vissuto in un mondo ovattato, capivo che ci fossero cose che non andavano, però vivevo secondo i canoni, secondo la normalità che la grande massa vive, ha sempre vissuto, e vivrà finché esisterà un sistema. Mi sono trovato per tanto tempo addormentato, sapendo che stavo dormendo, addormentato però cosciente di essere dormiente, fin quando una serie di circostanze, come il trovarsi nel posto giusto al momento giusto, qualcosa di non cercato in maniera razionale, mi ha portato a vivere le cose completamente in un’altra maniera.

Noi facciamo ipnosi aggressiva, abbiamo cominciato quasi dieci anni fa per puro caso, adesso lavoriamo con un metodo, un metodo che è stato sviluppato nel corso degli anni, il metodo Grifasi. È un metodo che si evolve, si evolve costantemente nel corso del tempo. Facendo questo tipo di lavoro, queste sessioni di ipnosi regressiva, mi muovevo all’interno dell’ambiente ipnotico, per risolvere certi problemi dal punto di vista esoterico, in maniera molto naturale e istintiva, senza nessuna preparazione. Così ho migliorato le mie capacità fino al punto di creare un metodo, sviluppandolo sempre più, e adesso anche ad insegnarlo.

Vedere le cose da questo punto di vista mi ha svegliato piano piano, come prendere un caffè, finché dopo un po’, bello arzillo e pieno di forze, ho cominciato a muovermi, ad essere sveglio, a capire quello che sta succedendo, ad avere la sensazione di avere tutto sotto controllo, e a muovermi sempre più velocemente.

Questa è la mia esperienza personale. Alla fine non sono una persona così sveglia da capire tutto, questo è impossibile, questa mia consapevolezza è stata raggiunta dopo tantissimo tempo, anzi secondo me anche molto tardi. Avrei voluto cominciare a fare tante cose molto prima, ma suppongo che questi fossero i tempi giusti.

Claudia: Rispetto a quello che hai detto tu, posso aggiungere che anch’io mi sono resa conto che ci fosse qualcosa che non andava relativamente presto, anche se non ero in grado di comprendere fino a che punto ci fosse una manipolazione di massa. Mi sentivo costretta dalla vita, costretta dagli schemi imposti dalla società, mi rendevo conto guardando la televisione e leggendo i giornali che il pensiero era un pensiero unico, un pensiero manipolato, un pensiero che veniva stravolto attraverso quelli che sono diventati adesso, negli ultimi anni, i famosi influencer.

Queste influenze soggiogavano le menti, in qualche modo trascinavano le persone a mutare il pensiero, a mutare la maniera di vivere. Tante cose sono sono cambiate, io non sono più una ragazzina da quando ho cominciato a capire che c’era qualcosa che non andava.

Un giorno abbiamo deciso che il nostro stile di vita diventasse un vero e proprio lavoro, per metterlo al servizio delle persone. Questo lavoro mi ha dato la possibilità di aprire ancora di più gli occhi, giorno dopo giorno, work in progress, cerchiamo di capire, di investigare, di entrare nel merito delle questioni, siamo soltanto agli esordi rispetto a quello che realmente c’è.

D: Volevo sottolineare nel vostro lavoro con la Calogero Grifasi investigations una cosa che molti hanno apprezzato, che anche io ho apprezzato molto, cioè l’utilizzo di un linguaggio semplice, un linguaggio molto più alla portata delle persone rispetto a quello di diversi altri operatori del settore.

Come siete arrivati all’utilizzo di un linguaggio immediato, più comprensibile da tutti?

Claudia: Incomincio io, in quanto redattrice dei protocolli che discuto ogni volta con con Calogero. L’importanza di trovare delle parole semplici, è proprio quella di poter arrivare a tutti. Calogero ci insegna, attraverso il suo metodo, che è importante cercare di contaminare il meno possibile, e per poter contaminare il meno possibile dobbiamo arrivare ai minimi termini.

Che cosa significa? Significa che ogni qualvolta che ci rivolgiamo alla parte subliminale, quindi all’inconscio, dobbiamo parlare come se parlassimo ad un bambino, ad una persona che ha una modalità molto pura, ingenua. Cerchiamo di non utilizzare delle parole che siano già di per sé indottrinanti.

Calogero: Visto che stiamo parlando di usare un linguaggio molto semplice che arrivi a tutti, adesso comincerò a parlare in maniera molto semplice. Quando parlo di esoterismo sto parlando di qualcosa che non è fisico, che non possiamo percepire con i nostri cinque sensi fisici che ci servono solo per captare il mondo fisico, vista olfatto gusto udito e tatto.

Oltre questi cinque sensi c’è dell’altro, ma non abbiamo i sensi per poterlo captare, tutto quello che è esoterico è al di fuori della dimensione fisica, e noi non possiamo captarlo col nostro corpo fisico. Però ci sono delle persone che sono più sensitive di altre, e che hanno il classico sesto senso, sentono delle cose come se avessero un sesto senso, però non sanno capire di cosa si tratti, perché non è fisico, non è spiegabile e non si può capire. La scienza non riesce a spiegarlo perché non è fisico.

Noi trattiamo ipnosi regressiva. Cos’è l’ipnosi? In parole semplici si cerca di attivare quella parte della mente inconscia che ci guida inconsciamente. Noi facciamo delle cose, ma non capiamo esattamente cos’è che ci spinge a fare quelle cose, a credere e a pensare a quelle cose, a sentire certe emozioni. Tutto si svolge in una parte nascosta di noi stessi che chiamiamo inconscio, o parte subliminale.

Quando dormiamo e sogniamo la nostra parte razionale è completamente spenta, ed è molto più attiva quella subliminale, cominciamo a sognare, ma in realtà quello che stiamo facendo quando stiamo sognando non è altro che un’attività esoterica, un’attività spirituale se vogliamo, qualcosa che succede realmente ma non è fisico.

Quando viviamo nel mondo onirico, nel mondo dei sogni, nel momento in cui lo viviamo, lo viviamo come qualcosa di assolutamente normale, possiamo volare, possiamo vedere cose strane, possiamo vivere in ambienti stranissimi, ed è perfettamente normale. Solamente quando ci svegliamo, e si riattiva la parte razionale, allora cominciamo a pensare con la parte razionale, ad usare quella struttura mentale, non capiamo più questo sogno, questo ambiente, questa dimensione, lo chiamiamo sogno, qualcosa di surreale, lo lasciamo lì come qualcosa di fantastico e non ci pensiamo più. In realtà abbiamo vissuto un mondo che capiamo solamente quando ci stiamo dentro, quando lo viviamo con la parte inconscia, non con quella razionale. Si spegne una parte e se ne accende un’altra, e viceversa.

C’è però uno spazio intermedio tra lo stare svegli e lo star dormendo, questo stato è il classico stato ipnotico, in cui la parte razionale rimane sveglia, si rilassa, si spegne un po’, si affievolisce, e esalta il lavoro della parte subliminale che di solito è più nascosto. Quindi che succede? Succede che si crea un certo equilibrio, in cui lavorano sia la parte razionale che la parte subliminale, anche se ad intensità più bassa del normale di quando lavorano in maniera isolata.

La parte subliminale comincia a passare delle informazioni e dei messaggi alla parte razionale, che spesso non capisce. Sono informazioni che vengono da un’altra dimensione, da dimensioni più sottili, dove la parte subliminale è la parte che la fa da padrone. Con lo strumento dell’ipnosi riusciamo a trarre informazioni da questo mondo sottile che ci circonda, ma che non vediamo e non capiamo, le portiamo alla parte razionale, cominciamo ad elaborare, e a capire piano piano che oltre al mondo fisico c’è un mondo invisibile che ci guida.

Faccio un esempio. Se una persona muore, normalmente tendiamo a pensare che questa persona in qualche maniera continua ad esistere, il suo corpo è diventato un cadavere, però la sua identità e la sua coscienza in qualche maniera continua ad esistere. In realtà è così, perché sta solamente lasciando la parte fisica per vivere le altre dimensioni più sottili. Con l’uso dell’ipnosi, con l’esperienza, con le indagini, con le sessioni ad personam, alla fine si scopre un mondo, si cominciano a prendere tanti pezzettini di un puzzle, e risolvendo questo puzzle si forma un quadro che ci dà l’immagine di come funziona il mondo, ci spiega perché il mondo si muove in una certa maniera, se ne capiscono i meccanismi.

Molte cose non si capiscono perché ci manca qualcosa, ci mancano dei pezzi. Quando vengono forniti questi pezzi mancanti, allora capiamo che tra il mondo fisico e il mondo esoterico c’è una relazione fortissima. Ed è un meccanismo che funziona, non può esistere una parte senza l’altra, o meglio, se non esistesse una parte o l’altra le cose si muoverebbe in maniera diversa.

Quello che succede nel mondo fisico, quello che captiamo con i cinque sensi, che non è assolutamente tutto quello che esiste, anzi è una piccolissima parte di quello che esiste, veramente minima. I processi escono fuori da questa dimensione fisica, e continuano al di fuori di essa.

Tornando alla prima domanda dell’intervista, parlavi di una Terza Guerra Mondiale, ovviamente intesa in altri termini, non in quelli storici che ci insegnano a scuola. Questa Terza Guerra Mondiale ha dei meccanismi che muovono questo mondo, che vanno oltre la dimensione fisica e non riusciamo a comprendere.

La parte nazionale della mente non è altro che quella struttura mentale creata dalle credenze e dagli insegnamenti del nostro mondo, attraverso i sistemi di istruzione ufficiali, le religioni, i mass media. La maggioranza delle persone non capisce come funziona questo mondo, semplicemente si adatta ad esso, non ne capisce a fondo i meccanismi, crede di capirli e quindi fa il gioco di chi è invisibile e muove i fili di questo mondo.

Claudia: Ecco perché si chiama Terza Guerra Mondiale Psicologica. Perché tutto sta nella mente, tutto sta nel controllo delle menti. Una volta che si controllano le menti si controllano le persone, il perché lo hai appena spiegato.

D: C’è un tema che è ricorrente in tutte le analisi che vengono svolte abbastanza in profondità, sia a livello psicologico che a livello economico che a livello storico, ovverosia il tema del movimento delle forze. Tantissime persone, anche persone veramente molto istruite, purtroppo tendono a vedere sempre tutto in maniera molto lineare, come se le cose si muovessero lungo una linea retta.

Abbiamo tante dimensioni che stanno interferendo l’una con l’altra, e lo vediamo anche nella natura. Tutti i movimenti che sono collegati alle cose che vivono non proseguono in linea retta, proseguono con un movimento a spirale, un movimento difficile da cogliere se uno ragiona secondo il classico meccanismo di causa-effetto e di linearità. Stiamo cercando di abituare le persone a vedere le cose secondo il flusso delle energie, che si muovono secondo una spirale, che nel caso di una spirale naturale ci porta in una determinata direzione, e nel caso di spirale contronatura, quindi pilotata da qualcuno che vuole il nostro male, ci porta verso un altro tipo di direzione.

Questo tipo di movimento è qualcosa che molto raramente viene analizzato delle persone che cercano di spiegarci come funziona il mondo.

Calogero: Voglio aprire una parentesi. Tempo fa abbiamo assistito in diretta all’attacco terroristico dell’11 Settembre, abbiamo visto due aerei di linea schiantarsi contro i due grattacieli più importanti di New York.

Al tempo i telegiornali ci dicevano che alcune persone avevano fatto un corso di aviazione civile, hanno preso il brevetto e hanno organizzato questo attentato. Sono entrati in questi aerei di linea con un normale biglietto, con un tagliacarte sono riusciti ad entrare nella cabina, a neutralizzare i due piloti, a neutralizzare tutto l’equipaggio, si sono messi alla guida degli aerei, hanno schivato tutti gli aerei militari, tutti i radar, e con una precisione millimetrica si sono infilati in quei grattacieli suicidandosi con una freddezza impressionante.

Incredibile! Ma chi è che crede a questa roba? Io vorrei capire chi crede a queste cose. Come è possibile che la gente possa credere a queste cose? La gente non se lo chiede, ci crede, punto. L’ha detto la televisione, quindi è la sacrosanta verità, punto.

Tornando al discorso di prima, cosa c’è di esoterico dietro a tutto questo? O cosa ci potrebbe essere? Perché le opzioni sono varie, non c’è soltanto un’opzione, ci sono tante opzioni. Una potrebbe essere, per esempio, quella del controllo mentale a distanza. Cosa ne sa la gente del controllo mentale? Quando parli di queste cose la gente ti prende per scemo.

Però quando la televisione ti dice che quattro sprovveduti col permesso di residenza provvisorio negli Stati Uniti fanno un corso di aviazione commerciale, poi comprano i biglietti, salgono su due aerei di linea, col tagliacarte neutralizzano gli equipaggi e i piloti, pilotano con precisione millimetrica, si fanno un baffo degli aerei militari, centrano due grattaceli e creano l’attentato terroristico più spettacolare della storia… lì tutti hanno detto la verità. Veramente la massa e il gregge viene diretto a pensare nella nella maniera che è più comoda per chi governa l’Umanità.

Non tutti possono entrare in ipnosi ad un livello di profondità sufficiente per poter ricevere queste informazioni dal mondo esoterico, che altrimenti non si potrebbero ricevere. È una questione genetica, soltanto una piccola percentuale di queste persone può veramente entrare in ipnosi, e avere la capacità di capire tante informazioni. Meno del 10%, almeno per quello che ho visto nel corso di questa professione. Molto meno del 10%, è veramente molto difficile trovare persone altamente suscettibili. La grande maggioranza delle persone non ha questa suscettibilità, neanch’io ce l’ho.

La grande maggioranza delle persone, non avendo questo sesto senso, non avendo la percezione che ci sia qualcosa oltre a quello che stanno captando con i cinque sensi, non credono a coloro che invece sentono che c’è qualcosa, tendono ad eliminare coloro che hanno un’opinione completamente diversa. Questo è uno dei motivi per cui è difficile che il sistema possa svegliarsi e cambiare rotta, veramente molto difficile, perché la grande maggioranza è cieca, continua ad essere cieca, e continuerà ad essere cieca per tanto tempo se continua così.

Come si fa a spiegare ad un cieco dalla nascita cos’è il colore rosso? Come glielo spieghi? Non ha mai visto un colore nella sua vita, come gli spieghi i colori? Come puoi spiegare quello che succede dietro le quinte del mondo fisico a coloro che vivono solamente nel mondo fisico, perché non riescono a captare niente di quello che non è fisico? È questo il dilemma.

Claudia: Penso che il controllo sia stato inserito nel corso del tempo nel nostro DNA. Come? Attraverso l’educazione, attraverso la cultura, attraverso tutto quello che i nostri avi e i nostri antenati hanno vissuto, e noi abbiamo ereditato. In noi vige il controllo, da un punto di vista psicologico le persone tendono difficilmente ad uscire dalla loro zona di comfort e di controllo.

Abbiamo bisogno di credere, di credere in qualcosa, di credere in qualcosa dall’esterno perché abbiamo bisogno di trovare riscontro di quello che la nostra mente ci dice. La nostra mente vuole sentire che ha ragione, che noi facciamo parte di questo sistema, per dirla in altro modo, che facciamo parte di questa Matrix.

Viviamo gli eventi, da quelli terroristici a quelli ordinari, senza riuscire a capire. Questi eventi, diffusi su tutti i mezzi social e televisioni, fanno parte di quel controllo, piano piano ci portano ad avere delle reazioni, reazioni che il sistema vuole per poter ancora più inibire e influire sulle nostre menti.

È una questione di creare nelle persone una determinata reazione, che le porta ancora di più alla chiusura, ancora di più ad affidarsi a coloro che poi diventano i santi, i protettori, i paladini della giustizia. Cerchiamo sempre il salvatore, da secoli.

D: Quello che avete raccontato, questa piccolissima minoranza che non si è piegata al meccanismo del controllo, si ricollega ad una domanda che abbiamo fatto a tante persone, per cercare di capire se ci fosse un elemento in comune fra tutti coloro che non hanno creduto a tutte le menzogne che ci hanno raccontato nel corso degli anni.

A partire dall’11 Settembre, fino alle “Crisi economiche”, fino al “Finto virus”, fino al “Collasso dell’economia per colpa di Putin”, è tutto un copione che stanno scrivendo e che continuano a scrivere. Sembra che ci sia veramente un filo conduttore che unisce tutte le persone, una caratteristica che hanno tutti in comune e che gli ha permesso di essere sostanzialmente immuni e impenetrabili alla propaganda del Regime.

Voi che idea vi siete fatti?

Calogero: Le notizie che ti danno in televisione non sono altro che delle istruzioni ipnotiche. Tutto quello che ti dicono tu lo credi, e quando tutti lo credono nello stesso momento si crea una grande forma-pensiero, così potente e così sottile da diventare realtà. La gente non lo sa.

Quando il “Virus” ha avuto più forza distruttrice, è stato il momento in cui tutti quanti abbiamo avuto più paura di questo “Virus” e l’abbiamo ritenuto più letale. Adesso che siamo stati distratti dalla guerra tra Putin e L’Ukraina, ci siamo distratti dal “Virus”, ci hanno distratto dal “Virus”. Magicamente sembra che non ci siano più morti, giusto qualche ricovero, magicamente tutto scomparso. Che è successo? Comincia la guerra ed è scomparso il virus? Che è successo? Qualcuno ha spento un interruttore e ne ha acceso un altro?

Il “Virus” è sempre lì. Però, essendo distratti da un’altra cosa che ha catturato l’attenzione e ci ha spaventati, ci siamo dimenticati del “Virus”. Quando la massa si dimentica di qualcosa, questo qualcosa perde forza e comincia a morire.

Claudia: A proposito di “Virus”, proprio qualche ora prima di di questa intervista mi arriva un messaggio, hanno censurato una sessione che avevo fatto svariati anni fa sui vaccini. Anche questo è controllo, è un modo per cercare di non far fluire l’informazione.

Si parlava di una spirale, dove le informazioni in qualche modo si veicolano. Ma il sistema vuole costruire un pensiero unico. Abbiamo parlato del pensiero unico, un pensiero che non è verticale e in ascesa, che va invece in orizzontale e deve essere uguale per tutti. Bisogna censurare ciò che è diverso, bisogna far sì che non sia condiviso.

Noi stiamo ancora nelle reti ufficiali, nelle reti canoniche conosciute dalla massa, per cercare di portare l’informazione, sicuramente con dei tempi che sono lunghi, perché molti dei nostri protocolli investigativi li abbiamo dovuti togliere. Il sistema si sente minacciato e, molte volte, chi si sente minacciato sappiamo che ha la coscienza sporca, ha qualcosa da temere, da nascondere, di cui vergognarsi.

Calogero: Se la gente sapesse cos’è una mascherina, dal punto di vista esoterico, rabbrividirebbe. La mascherina è uno schiaffo che ti danno in faccia, ti tappano la bocca e ti dicono, “Tu non devi parlare! Non devi respirare! Tappati la bocca!”.

C’è dell’esoterico anche nella funzione dei “Vaccini”. Fisicamente hanno anche una certa funzione giustificatrice e secondaria, ma c’è una funzione esoterica e primaria, che ci induce a essere, per esempio, più chiusi mentalmente, ancora meno recettivi verso questa dimensione non fisica, con un sesto senso ancora più annichilito. Perché non ci dobbiamo svegliare.

La gente non conosce quello che ci hanno iniettato, più che fisico è esoterico. L’idea è quella di tenere l’Umanità sempre più controllata sotto ogni punto di vista. Chi crede a questo? Soprattutto quando il “Vaccino” stesso fa in modo che tu possa crederci ancora meno.

D: Volevo riagganciarmi al tema dell’informazione che viene censurata, viene impedito di far arrivare l’informazione alle persone, che vengono invece continuamente esposte a questo pensiero unico.

Claudia è molto ottimista, perché descrive questo pensiero unico come una dimensione orizzontale. Io personalmente la vedo come una discesa e una voragine verso il basso, con l’intenzione di precipitare gli uomini verso una dimensione quasi animale, di pura reazione meccanica.

Un obiettivo che penso abbiamo in comune, sia con le vostre investigazioni che con la diffusione della conformazione, sia quello di uscire, come diceva Calogero, dalla dimensione “Anti-“. Noi non stiamo combattendo un “Vaccino” o un liquido o un Regime, stiamo proponendo una visione diversa, stiamo proponendo la rinascita dell’Uomo, stiamo proponendo di uscire completamente da questa sceneggiata.

Non vogliamo essere né pro né contro, vogliamo essere fuori dal sistema, è diverso.

Claudia: Ero io che parlavo di una visione orizzontale. Hai presente l’encefalogramma piatto? Mi trovo in piena sintonia rispetto a quanto stavi dicendo.

Una volta che siamo inermi ci possono fare di tutto, riportarci agli istinti primordiali, e questo ci porterebbe a perdere tutto ciò che abbiamo acquisito nel corso del tempo, magari anche lottando sempre di più contro questa strategia di manipolazione e di controllo.

Guerra dopo guerra, guerre dopo guerre, l’uomo comunque rinasce, rinasce sempre. Adesso stanno cercando di fermare questa rinascita attraverso la tecnologia. Siamo nell’era tecnologica e arriveremo all’era del trans-Umanesimo e del microchip. Noi ne parliamo da anni con le nostre sessioni, microchip eterici, incominciano a parlare di inserire dei microchip. Perché? Perché salvano la vita!

Ognuno creda quello che vuole credere. Io penso che tante persone si stanno risvegliando, hanno la possibilità, anche attraverso queste imposizioni draconiane, di poter vedere l’altra faccia della medaglia. Forse sono io qui la più ottimista, e mi piace credere in questo ottimismo. Non può essere tutto così riduttivo, se c’è la distruzione c’è anche la rinascita, dobbiamo contemplare entrambe le facce, solo così possiamo comprendere che stiamo parlando della stessa cosa.

Ci devono portare a vedere soltanto la parte più tenebrosa, la parte oscura, in modo che noi dimentichiamo chi siamo, dimentichiamo che siamo luce, come vivere nella luce, come vivere nel nostro potere. Perdiamo il potere, perdiamo il potere perché non lo esercitiamo più. Affidiamo il potere a chi ci deve proteggere, a quel salvatore di cui parlavo prima. Anche queste imposizioni draconiane, come ho detto prima, ci danno la possibilità di poter vedere, di poter comprendere e di fare una scelta, fare una scelta diversa.

Calogero: Ricordiamoci sempre che le forme-pensiero quanto più sono grandi, tanto più sono effettive. Quante più persone pensano la stessa cosa, e alla stessa maniera, tanto più questa questa cosa si realizza. Quante più persone ottimiste vivono in un luogo, in cui questo ottimismo si riproduce, tanto più le cose vanno meglio. E viceversa, quante più persone vivono un ambiente pessimista, tanto più le cose vanno peggio, perché stanno ricreando il pessimismo, stanno peggiorando loro stessi la loro condizione.

Dobbiamo stare attenti a non alimentare certi pensieri, perché si possono creare delle vere e proprie egregore. Indichiamo come egregora un pensiero collettivo così grande da prendere una forma, da prendere una forza tale da poter addirittura causare eventi.

Da questa prima intervista non vorrei che passasse il messaggio che con l’ipnosi, strumento di collegamento fra la parte fisica visibile e la parte sottile che non riusciamo a vedere, possiamo riuscire a scoprire tutta la verità nascosta. Non è così semplice, è un processo molto complesso. Non vorrei che la gente vedesse qualche ipnosi regressiva per la prima volta e rimanesse lì con la bocca aperta, a credere a tutto quello che si dice, come i bambini che stanno ascoltando una favola.

In ipnosi c’è molta contaminazione nelle informazioni che ci arrivano, un elemento fortemente contaminante è la stessa struttura mentale della persona in ipnosi, che sta interpretando informazioni molto difficili da capire in tutta la loro essenza, e quindi le riconduce ad una certa forma. Quando parliamo di qualcosa di esoterico, e lo facciamo con una certa sicurezza, è perché abbiamo già dei dati statistici e empirici, qualcosa che è successo realmente, che ha già dato un risultato reale, per cui possiamo affermare che una certa informazione è affidabile.

Per far questo ci vuole un processo, ci vogliono numerosissime ipnosi. Non vorrei che passasse qui il messaggio che l’ipnosi sia una bacchetta magica, che riusciamo ad aprire un terzo occhio magico e a vedere tutto quello che è invisibile ed esiste. No.

D: Volevo confermare che un legame molto sottile, che rende quasi comune l’operazione della controinformazione e delle investigazioni. Penso che lo possiamo chiamare tranquillamente buonsenso, ovverosia le cose non basta sentirle, bisogna anche passarle attraverso il filtro del buonsenso.

Siamo sommersi da milioni di informazioni e ognuno chiede, “Dov’è la fonte? Dov’è l’articolo? Dov’è la spiegazione? Dov’è la teoria?”. Dobbiamo andare oltre tutto questo, dobbiamo riattivare la nostra dimensione Umana, percepire in maniera molto naturale che certe cose sono rumori di fondo e spazzatura, e altre piccole cose hanno invece un significato.

L’arte del buonsenso si applica sia all’informazione che a tutte le dimensioni anche spirituali. È vero, pochissime persone cercano di usare il buonsenso, hanno paura di usare il buonsenso. Invece è la nostra arma più forte, penso sia anche quello che ha difeso tantissime persone dalla propaganda, perché la propaganda è uno stupro del buonsenso.

Se hai l’arma del buonsenso, sei immune alla propaganda.

Calogero: La propaganda non è altro che ripetere le stesse cose, tante di quelle volte per cui alla fine ci si crede, indipendentemente che siano vere o no. Quando ti martellano la testa attraverso i mass media, la televisione, la radio, i giornali, ti dicono sempre la stessa cosa e alla fine ci credi.

Il bello è che il mondo è diviso in blocchi sostanzialmente, in un blocco ti martellano sempre con la stessa propaganda e dall’altra parte del blocco ti martellano con la propaganda opposta. Si creano due forme-pensiero potenti, due culture diverse, due grandi gruppi di persone che parlano due lingue diverse, non si capiscono ed entrano in conflitto, entrano in guerra e non intendo soltanto la guerra fisica, guerra in tutti i sensi. È la classica strategia del “Divide et impera”.

Se nasci in un posto, ci cresci, ci muori, rimane sempre quella struttura mentale e l’educazione che ti hanno dato. Se invece viaggi, nel senso che vai a vivere in altri posti dove la vita è completamente diversa, la mentalità è completamente diversa, e ci rimani degli anni, allora sì che cominci ad avere più punti di vista. Cominci a capire che alla fine giusto e sbagliato sono soltanto qualcosa di relativo, perché quello che è giusto per il gruppo A è sbagliato per il gruppo B.

Ogni gruppo penso di essere nel giusto, questo scontro mentale porta poi a dividerci e a farci la guerra. Cos’è la guerra? In sostanza è un equilibrio, sono forze in equilibrio. Ci sono forze che si mantengono e si devono mantenere in equilibrio. Ci sono fasi più intense come quelle della guerra, fasi più rilassate come quelle della pace, e fasi intermedie. Viviamo in un equilibrio e non lo sappiamo.

Siamo tanti piccoli granelli di sabbia che formiamo una spiaggia enorme, il granello di sabbia non conosce la spiaggia, non sa cos’è una spiaggia, il mare, il granello di sabbia sa solo che sta in mezzo ad altri granelli di sabbia, punto. Quella è la sua missione. Noi siamo granelli di sabbia in un sistema immenso, non abbiamo neanche la minima idea di quello che è, di come funziona.

D: È molto significativo parlare di viaggi. In effetti l’operazione della controinformazione e l’operazione delle indagini sono dei viaggi, in cui noi accompagniamo per mano le persone, facciamo vedere che esiste qualcosa che va al di là del giusto e dello sbagliato, del dritto e del rovescio, c’è qualcosa che non è definibile, ed è quel qualcosa che ci stanno togliendo.

Ci vogliono ingabbiare per forza in uno schema che loro possono controllare. Viaggiando con la mente, col corpo, con la conoscenza, riusciamo ad uscire da questo schema, a vedere che le cose non sono né zero né uno, né bianco né nero.

Ci salutiamo, nella speranza di potervi accompagnare in questo viaggio, in cui non c’è una destinazione, non c’è un punto di arrivo, non c’è una verità finale. È un viaggio, che va vissuto in piena libertà.

Claudia: Possiamo aggiungere che la verità non è assoluta, ma è personale e vive in ognuno di noi. Ognuno ha il proprio modo di comprendere, di interpretare, di vedere e vivere la sua verità.